La Via Maestra e la Cgil tornano in piazza per riportare al centro il lavoro, la giustizia sociale, l’uguaglianza e la pace. Il 17 ottobre è prevista a Roma una manifestazione nazionale, sostenuta da oltre cento associazioni, che inizierà alle 13,30 con il concentramento in piazza della Repubblica e si concluderà, dopo il corteo, in piazza del Popolo intorno alle 17. Dalla provincia di Ravenna partiranno diversi pullman che raggiungeranno la capitale. Queste le partenze previste: alle 6,40 da Alfonsine (da piazza della Resistenza), alle 6,45 da Bagnacavallo (dal parcheggio della rotonda dell’autostrada), alle 7 da Ravenna (dal parcheggio del Cinemacity) e alle 7 da Faenza (dal piazzale della Iemca). Per prenotare contattare il numero di telefono 0544 244280 oppure via email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
La manifestazione nazionale è stata tra gli argomenti dell’assemblea generale e attivo delle delegate e dei delegati della Cgil di Ravenna, che si è tenuta l’8 ottobre al centro sociale Il Tondo di Lugo. Dopo la relazione della segretaria generale della Cgil di Ravenna, Manuela Trancossi, hanno preso la parola, tra gli altri, Maria Paola Patuelli, in rappresentanza del Comitato in difesa della costituzione, Renzo Savini, presidente provinciale dell’Anpi, e Samkhya Spinozzi, presidente di Arci Ravenna.
“Un paese è competitivo quando innova, investe e forma i suoi lavoratori - ha detto Manuela Trancossi - quando riconosce stipendi adeguati, rispetta l’ambiente. I morti sul lavoro, con la nuova tragedia che si è consumata a Faenza nei giorni scorsi, non si fermano. Ribadiamo che la sicurezza viene prima dei tempi di consegna, della produzione e dei costi. La manifestazione del 17 ottobre rivendica un Paese più equo, capace di frenare il divario sociale, che continua ad allargarsi . Se ci sono disuguaglianze sul lavoro siamo di fronte a una democrazia incompiuta. Scendiamo in piazza per rendere la democrazia più forte e per ribadire la centralità della Costituzione che significa: il lavoro prima della rendita, la salute prima del profitto, la pace prima del riarmo, il Parlamento al servizio della rappresentanza. Significa riconoscere il dissenso come parte della democrazia. Significa un Paese nel quale la ricchezza torni a chi la produce, la scuola offra le stesse opportunità a tutte e a tutti e la Costituzione trovi applicazione concreta nella vita quotidiana”.
Le rivendicazioni della mobilitazione sono molteplici: più salari, meno precarietà; un fisco che faccia pagare chi ha di più; la questione fiscale (ridurre il peso delle tasse su salari e pensioni, rafforzare il contrasto all’evasione e aumentare il contributo di grandi ricchezze, rendite ed extraprofitti); sanità e scuola, investire nel pubblico; lavoro e ambiente dalla stessa parte; la transizione ecologica, per i promotori, non deve essere pagata da lavoratrici e lavoratori; pace, non riarmo; il diritto di dissentire. La Via Maestra rivendica il diritto di manifestare, protestare e dissentire, chiede di garantire gli spazi sociali e di abrogare le norme dei decreti sicurezza considerate limitative della libertà e della partecipazione. Difendere e attuare la Costituzione significa, per i promotori, anche tutelare l’equilibrio tra i poteri, l’uguaglianza dei diritti e l’unità del Paese, rafforzando rappresentanza e partecipazione democratica.

LA VIA MAESTRA