La Flc Cgil di Ravenna conferma la propria adesione allo sciopero nazionale indetto per l’intera giornata di giovedì 7 maggio, rivolto al personale docente, Ata e dirigente scolastico in servizio negli istituti tecnici. La Flc Cgil scenderà in piazza XX Settembre a Ravenna, a partire dalle 14,30, per contrastare una riforma giudicata confusa, priva di trasparenza sulle classi di concorso e caratterizzata da pesanti tagli. Il sindacato invita tutto il personale scolastico, le famiglie e gli studenti a partecipare alla mobilitazione per difendere e tutelare la scuola pubblica.
Già nelle settimane passate, attraverso assemblee rivolte al personale scolastico e successive iniziative di mobilitazione - con volantinaggi capillari istituto per istituto - è stato costruito un percorso continuo di mobilitazione, informazione, ascolto e confronto. Un percorso che troverà il suo culmine proprio nella giornata del 7 maggio. Questo lavoro ha evidenziato una netta contrarietà alla riforma da parte delle comunità scolastiche, espressa anche dagli organi collegiali. Diversi sono infatti i documenti approvati nei collegi docenti degli istituti tecnici del territorio.
Già la scorsa settimana, con la lettera dei docenti dell’Istituto tecnico commerciale e per geometri “Oriani” di Faenza, e più recentemente con la mozione del Collegio dei docenti dell’IT “Baldini” di Ravenna, è stata ribadita una forte opposizione sia ai contenuti sia alle modalità di attuazione della riforma, chiedendone il rinvio o l’abrogazione.
Particolarmente significativa è la situazione dell’ITI “Baldini” di Ravenna che ha già subito una perdita di cinque posti in organico, dovuta non solo al calo delle iscrizioni ma anche agli effetti di una riforma non ancora ufficialmente avviata.
Più in generale, nelle scuole della provincia si registrano 24 perdenti posto, 5 in più rispetto allo scorso anno scolastico tra costituzioni di cattedre a 16 e 17 ore e compensazioni tra diversi ordini di scuola. La ripartizione dei perdenti è così distribuita: 4 scuola dell’infanzia, 5 scuola primaria, 10 scuola secondaria di primo grado e 5 scuola secondaria di secondo grado.
Durante l’incontro con l’Ufficio Scolastico territoriale, tenutosi nei giorni scorsi, la Flc Cgil - alla luce dell’informativa sugli organici fornita dall’Ufficio Scolastico della provincia - ha ribadito la propria netta contrarietà a una riforma che presenta criticità profonde.
Una riforma che rischia di trasformare la scuola in una appendice del mercato del lavoro, riducendo le discipline di base e comprimendo anche quelle di indirizzo, con effetti negativi nel medio e lungo periodo sia sulla qualità dell’offerta formativa sia sugli organici.