Una manifestazione provinciale a Ravenna, con un corteo che attraverserà la città e raggiungerà piazza del Popolo. È l’iniziativa organizzata dalla Cgil per venerdì 20 novembre, in occasione dello sciopero generale proclamato per l’intera giornata in tutti i settori pubblici e privati. Il ritrovo è fissato alle 9 davanti al Moro di Venezia, alla Darsena. Da qui, alle 9,30, partirà il corteo diretto verso il centro storico, con arrivo previsto alle 10,30 in piazza del Popolo. La manifestazione si concluderà alle 12,30, dopo gli interventi finali.
Per raggiungere la manifestazione è previsto anche un servizio di pullman da tutta la provincia. È possibile prenotare telefonando al numero 0544 244280 oppure utilizzando il sito www.cgilra.it/manifestazioni (dove sono indicati tutti gli orari di partenza).
Al centro della mobilitazione c’è una piattaforma di rivendicazioni che mette insieme lavoro, redditi, welfare e politiche economiche. La Cgil chiede un lavoro sicuro, dignitoso e non precario, stipendi e pensioni più alti, un sistema fiscale più giusto e progressivo, interventi per contrastare l’inflazione e il caro-vita. Tra gli obiettivi indicati anche il rafforzamento della sanità pubblica, la tutela del diritto allo studio, maggiori possibilità di accesso alla casa e una scelta di pace, contro il riarmo.
Le ragioni dello sciopero, secondo la Cgil, nascono soprattutto dalla perdita di potere d’acquisto provocata dall’aumento dei prezzi, in particolare quelli legati all’energia, che continua a pesare su lavoratori, pensionati e famiglie. Il sindacato ritiene insufficienti le risposte messe in campo dal Governo e chiede che salari e pensioni recuperino quanto perso, garantendo condizioni di vita dignitose. La mobilitazione punta inoltre a contrastare precarietà e lavoro povero, rafforzare la sicurezza nei luoghi di lavoro e sostenere politiche industriali capaci di difendere l’occupazione e creare lavoro di qualità. Nel mirino della Cgil anche le scelte di politica economica e la destinazione delle risorse pubbliche: la richiesta è di investire maggiormente nei servizi e nello stato sociale, a partire da sanità, istruzione e politiche abitative, anziché alimentare la spesa per gli armamenti. Il sindacato rivendica inoltre un sistema fiscale più equo, che sostenga i redditi da lavoro e da pensione e contribuisca a ridurre le disuguaglianze.
Lo sciopero interesserà l’intera giornata lavorativa, nel rispetto delle disposizioni previste dalla legge 146/90 e successive modificazioni. Nei servizi pubblici essenziali saranno garantite le prestazioni indispensabili previste dalla normativa vigente.
