Da mercoledì 28 gennaio a venerdì scorso, è stato realizzato il progetto “Salute e sicurezza nelle scuole”, promosso unitariamente da Cgil Ravenna, Cisl Romagna e Uil Ravenna, nell’ambito degli impegni contenuti nel “Patto territoriale di comunità per la prevenzione degli infortuni, la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro e la legalità”, sottoscritto con la Prefettura Utg di Ravenna, enti e associazioni del territorio, tra cui Comuni, Unioni e l’Ufficio scolastico.
Il progetto ha coinvolto circa 200 studentesse e studenti di dieci classi, terze e quarte, dell’istituto professionale statale Olivetti Callegari, con diversi obiettivi: stimolare un approccio alla prevenzione complessivamente intesa, allenare la percezione del rischio e la capacità di analisi delle criticità, acquisire conoscenze su quanto accadde il 13 marzo 1987 e la successiva legislazione, comprendere il ruolo di rappresentanza del sindacato anche in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Il percorso, svolto in collaborazione con un docente esperto di prevenzione nei luoghi di lavoro, si concluderà con la partecipazione all’evento organizzato dal Comune di Ravenna alle Artificerie Almagià il prossimo 13 marzo, in occasione del 39° anniversario della tragedia della Mecnavi.
L’idea di fondo è chiara: la salute e sicurezza non è un tema accessorio all’attività produttiva, ma un aspetto intrinseco al lavoro stesso. Cgil, Cisl e Uil hanno scelto di rivolgersi alle nuove generazioni, perché le studentesse e gli studenti di oggi saranno le lavoratrici, i lavoratori, ma anche le imprenditrici, gli imprenditori e i/le dirigenti di domani. Fornire loro strumenti di analisi significa contribuire a costruire ambienti di lavoro più consapevoli e più sicuri.
“La sicurezza è un patrimonio che si alimenta con la conoscenza e la partecipazione - sottolineano Cgil, Cisl e Uil -. I giovani e le giovani devono poter entrare nel modo del lavoro sapendo che la tutela dell’integrità psico-fisica-sociale è un loro fondamentale diritto”.
Il progetto si è articolato in tre ore per ciascuna classe, alternando momenti di discussione plenaria, analisi di casi reali sviluppati attraverso lavori di gruppo, visione di filmati e lezioni frontali.
Partendo da alcune domande iniziali quali aspetti positivi e negativi del lavoro, aspirazioni professionali, si sono poi analizzati i dati relativi agli infortuni prendendo in esame le attività più a rischio, le professioni più coinvolte, le dinamiche di accadimento più frequenti. Sono stati illustrati anche dati sulle malattie professionali e sottolineato come, sempre, dietro ai numeri, ci siano delle persone.
Una parte rilevante del programma è stata dedicata all’analisi di casi reali di infortuni mortali accaduti nella nostra regione. A ciascuna classe sono stati assegnati due eventi, con un mandato impegnativo: cosa si sarebbe dovuto fare per evitare il drammatico epilogo, chi avrebbe dovuto farsene carico e perché non l’ha fatto prima? E poi: da soli si è efficaci?
L’esercitazione ha evidenziato quanto la mancanza di consapevolezza nelle situazioni sia pervasiva e quanto sia diffusa e potente la deriva del comportamento sicuro da parte delle persone e dei sistemi. È emersa una migliorabile consapevolezza dei ruoli previsti nelle realtà di lavoro per garantire la sicurezza e la fatica a porsi in ottica relazionale e sistemica e non solo individuale.
Forte il momento dedicato alla memoria della tragedia del 13 marzo 1987
La visione del video sulla Mecnavi ha suscitato attenzione e commozione, collegando la riflessione teorica alla storia del territorio e all’evoluzione della legislazione in materia di sicurezza sul lavoro. Infine, sempre con modalità interattiva, si è trattato il ruolo delle organizzazioni sindacali e illustrata la figura del/della Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS).
“Difficile rendere questa esperienza solo raccontandola - dice chi l’ha proposta e condotta -. Un percorso uguale in ogni aula, con un vissuto diverso in ognuna. Ogni volta si è percepito un cambiamento verso una maggiore consapevolezza.”
Con questo progetto Cgil Ravenna, Cisl Romagna e Uil Ravenna ribadiscono che la prevenzione rappresenta la strategia principale per contrastare gli infortuni e l’insorgere di malattie professionali e che la scuola è il luogo privilegiato in cui costruire una cultura del lavoro fondata su dignità e sicurezza. Per questo ora l’impegno sarà cercare di consolidare nel tempo questa esperienza.