In data odierna, si è svolto un partecipato presidio delle lavoratrici e dei lavoratori delle aziende coinvolte nell’indagine “Mani d’oro” in via Trieste, di fronte agli uffici della committente delle aziende indagate, ovvero la Rosetti Marino Spa.
Tale presidio si è reso necessario per convincere i vertici di Rosetti Marino Spa a farsi carico del pagamento delle retribuzioni dei circa 100 lavoratori coinvolti, in quanto responsabile in solido dei lavoratori delle aziende in appalto presso i propri cantieri.
Innanzitutto, abbiamo riportato al management presente all’incontro, la volontà di un confronto immediato coi lavoratori in presidio che desideravano mettere al corrente della difficile situazione in cui si vengono a trovare, per responsabilità altrui. L’azienda ha rifiutato nettamente questo tipo di interlocuzione. Inoltre, durante l’incontro l’azienda ha dichiarato a più riprese di non sentirsi obbligata in alcun modo nei confronti di queste maestranze, poiché quello che conosce di questa situazione lo ha appreso dalla stampa.
Questo tipo di risposta per noi è inaccettabile. Dichiarando ciò e rifiutando il pagamento delle retribuzioni di settembre, che i lavoratori avrebbero dovuto ricevere nella giornata odierna, e il dialogo con i lavoratori, l’azienda condanna all’invisibilità diverse persone che negli anni, a vario titolo, hanno lavorato stabilmente nei loro cantieri, contribuendo alla ricchezza ed ai profitti aziendali. È inammissibile questo tipo di atteggiamento e ci adopereremo in ogni modo affinché Rosetti Marino cambi atteggiamento o sia costretto a cambiarlo da un provvedimento che la obblighi a corrispondere le retribuzioni. Pertanto, proseguiremo nei prossimi giorni con le azioni di mobilitazione e tutela individuale, fino a che non saranno saldate tutte le spettanze dovute.