Cgil e Uil della provincia di Ravenna - assieme alle categorie di lavoratrici e lavoratori diretti e in somministrazione di Fp Cgil, Uil Fpl, Nidil Cgil, Uiltemp e alle categorie dei pensionati Spi Cgil, Uilp Uil - daranno vita a un presidio in piazza del Popolo a Faenza, martedì 29 aprile alle 17,30 per protestare contro i processi avviati dai Comuni dell’Unione della Romagna Faentina relativi ai servizi socio-sanitari residenziali per anziani. Il presidio si svolgerà in contemporanea alla discussione sull’argomento, prevista in consiglio comunale a Faenza.
Cgil e Uil esprimono forte contrarietà alla costituzione di una società mista fra l’Asp della Romagna Faentina e la cooperativa In Cammino per la gestione della totalità dei servizi socio-sanitari residenziali per anziani accreditati, oltre che dei posti non accreditati in strutture di proprietà dell’Asp.
Il progetto, costruito con un percorso tortuoso, in bilico fra la coprogettazione prevista dal codice del Terzo Settore e il partenariato pubblico privato istituzionale, normato dal Codice dei contratti pubblici, non è coerente con la normativa regionale che ha individuato nelle Asp il soggetto unico gestore pubblico di servizi alla persona. Privando l’Asp della gestione diretta dei servizi, che sarebbero devoluti alla nuova società, verrebbero meno la ragioni d’essere dell’Azienda stessa, che dovrebbe rappresentare lo strumento a disposizione dei Comuni per mantenere competenze e conoscenze funzionali sia a valutare la produzione e l’erogazione di servizi da parte dei gestori privati, sia a realizzare un’autonoma lettura dei bisogni per poter provvedere alla programmazione dei servizi, senza dover ricorrere esclusivamente a valutazioni effettuate da soggetti privati, potenzialmente orientati da possibili conflitti di interesse.
Cgil e Uil ritengono che la costituenda società, a maggioranza privata, rappresenti di fatto una privatizzazione della gestione dei servizi, senza alcuna garanzia di sostenibilità economica, e soprattutto pregiudicando ogni concreto governo pubblico dei servizi a garanzia degli interessi della popolazione anziana e delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati nelle strutture, anche per il futuro. Peraltro, sorprende una scelta di questa portata, che rappresenterebbe anche un vulnus rispetto agli assetti regionali ed è l’esatto opposto del progetto di reinternalizzazione di un’ala della residenza per anziani il Fontanone, che era stato presentato in precedenza dall’amministrazione comunale. Si segnalano inoltre esperienze problematiche con i gestori privati nel periodo del covid, che consiglierebbero scelte di tutt’altro orientamento.
Siamo consapevoli che la normativa vigente favorisce economicamente le gestioni private, ma ci sono considerazioni che non possono essere sottovalutate:
- la necessità di una forte governance pubblica per assicurare una capacità di programmazione dei Comuni basata su una lettura autonoma dei bisogni e non mediata da soggetti gestori privati;
- il valore aggiunto per i cittadini della presenza di gestori pubblici nelle strutture del territorio. Queste ultime sono infatti state messe a disposizione delle esigenze della comunità, con un evidente beneficio collettivo come ampiamente dimostrato nel corso dei due eventi straordinari come il covid e l’alluvione sul nostro territorio. È necessario poter disporre di esperienze di gestione pubblica dei servizi socio-sanitari, in grado di generare know how, innovazione sociale, qualificazione dei servizi e garantire presenza e capacità di intervento in caso di bisogno;
- non sono state ricercate soluzioni alternative, anche in sinergia con altri soggetti pubblici, per continuare a garantire la sostenibilità economica dell’Asp;
- sulla base delle vigenti delibere regionali, la costituenda società non potrebbe essere accreditata e, quindi, i posti in gestione non potrebbero usufruire dell’abbattimento delle rette assicurato dal Fondo Regionale per la non autosufficienza.