Il 5 maggio scorso le segreterie di Filctem, Femca e Uiltec del territorio ferrarese hanno ricevuto, tramite Pec, una comunicazione da parte della direzione di Versalis, azienda del gruppo Eni, con la quale si annuncia l’intenzione di avviare una procedura di licenziamento collettivo per il sito di Ferrara, coinvolgendo 30 lavoratrici e lavoratori. Nella comunicazione, l’azienda giustifica gli esuberi motivandoli con un generico “clima di forte incertezza”.
“Quanto sta avvenendo nella vicina Ferrara ci preoccupa anche per i possibili riflessi sulle lavoratrici e lavoratori del petrolchimico di Ravenna - commenta Fabio Rossi, segretario generale della Filctem Cgil di Ravenna -. L’annuncio degli esuberi da parte di Versalis giunge purtroppo tristemente annunciato. Era il dicembre del 2024 quando proprio da Ravenna denunciammo la scellerata decisione di Versalis di abbandonare la tecnologia dei cracking chiudendo i siti di Brindisi e Priolo. Allora dicemmo che sarebbe aumentata la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento delle materie prime e avremmo assistito a un’inesorabile uscita del nostro Paese dalla chimica di base, con un effetto domino su tutti i siti produttivi Versalis e drammatiche conseguenze sul piano dell’occupazione, con una gestione affannosa degli esuberi del personale da redistribuire su tutto il territorio nazionale. Concetti che abbiamo poi ribadito più volte in numerosi comunicati e con un presidio davanti ai tornelli del petrolchimico di Ravenna, nel corso del quale abbiamo ricevuto la visita dell’onorevole Giuseppe Conte”.
Sembra purtroppo che le previsioni della Filctem si stiano rapidamente avverando: “Ritenevamo e riteniamo ancora – aggiunge Rossi - che la scelta di Versalis di abbandonare la chimica di base, inseguendo progetti fumosi e le indicazioni degli azionisti a guardare al mercato finanziario più che all’industria nazionale, sia profondamente sbagliata. Così come sbagliati sono stati l’avvallo del Governo a questo piano e il protocollo siglato da Eni con il Governo e altre organizzazioni sindacali che la Cgil, la Filctem e la Regione Emilia Romagna si sono fermamente rifiutati di firmare. Ci hanno dato dei disfattisti, insinuando che eravamo mossi da motivazioni ideologiche. Ora Eni non tiene fede nemmeno a quel protocollo e le ripercussioni di quanto deciso e messo in atto da Versalis sono arrivate alle porte di casa nostra, con l’annuncio di 30 esuberi su 313 dipendenti nel sito di Ferrara. A quando un annuncio simile per il sito di Ravenna? Esprimiamo la nostra più sincera vicinanza ai lavoratori Versalis di Ferrara e un profondo rammarico perché neppure di fronte alla prospettiva dell'imminente espulsione del 10% della forza lavoro dal sito si è riuscita a ritrovare l'unitarietà sindacale. Evidentemente chi ha firmato il protocollo, ora palesemente disatteso, preferisce ancora continuare a difendere le scelte aziendali piuttosto che i posti di lavoro di quelli che dovrebbe rappresentare. Nei prossimi giorni metteremo in atto tutte le iniziative possibili per sensibilizzare l’opinione pubblica, le istituzioni locali e tutti i lavoratori su quanto sta avvenendo. Non possiamo permetterci la distruzione della chimica di base in Italia perché vorrebbe dire deindustrializzazione per tutto il paese”.

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