La giunta regionale dell’Emilia Romagna ha approvato su proposta dell’assessore Giovanni Paglia l’ordinanza che vieta il lavoro dalle 12.30 alle 16 ad ogni lavoratrice e lavoratore (senza distinzioni di ruoli, inquadramento e applicazione contrattuale) che operi in condizione di esposizione prolungata al sole nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili e affini e nei piazzali della logistica destinati in via esclusiva al deposito merci nelle giornate ad alto rischio per la tutela della salute e della sicurezza di lavoratrici e lavoratori.
L’atto della Regione riprende sostanzialmente i contenuti dell’Ordinanza in vigore durante l’estate 2024, estendendone l’applicazione anche ai piazzali della logistica e prolungandone la durata fino al 15 settembre (nel 2024 si era fermata alla fine di agosto).
Le giornate ad “alto” livello di rischio saranno individuate attraverso il progetto Worklimate2.0 (INAIL-CNR).
“Si tratta – commenta la Cgil - di un atto importante, che conferma un principio per noi assolutamente fondamentale: la tutela della salute e la sicurezza di chi lavora deve essere la priorità assoluta. Di fronte a temperature come quelle che si stanno registrando in queste settimane, servono risposte che mettano al primo posto la sicurezza e l’incolumità di lavoratrici e lavoratori. Nella nostra Regione una persona ha perso la vita sul lavoro in un cantiere edile di San Lazzaro di Savena (Bo), in circostanze ancora da chiarire. E’ inaccettabile continuare a morire di lavoro: questa strage indegna di un paese civile va fermata con ogni mezzo”.
“Come Cgil – continua il sindacato - assieme a Fillea Cgil (edilizia), Flai Cgil (agricoltura) e a tutte le categorie coinvolte, avevamo richiesto alla Regione di estendere l’ordinanza a tutti i settori in cui lavoratrici e lavoratori siano esposti al sole in maniera prolungata. Dalla Regione è arrivata una prima risposta con l’inclusione dei piazzali della logistica, ma continueremo a rivendicare interventi strutturali che diano risposte a tutte le lavoratrici e i lavoratori esposti al rischio calore. A tal fine, servono risposte concrete da parte del Governo che ancora oggi non si vedono all’orizzonte: occorre affrontare in maniera strutturale le conseguenze del cambiamento climatico nei luoghi di lavoro e servono interventi urgenti per garantire l’accesso agli ammortizzatori sociali a tutti i settori e i lavoratori interessati”.
“L'ordinanza – conclude la Cgil - rappresenta un punto di riferimento importante. Come organizzazioni sindacali, fermo restando il completo e pieno rispetto dell’ordinanza, siamo disponibili al confronto con tutte le aziende e le associazioni di impresa per discutere le condizioni organizzative e gli strumenti da adottare (rimodulazione orari di lavoro, ritmi e carichi di lavoro, dispositivi di protezione, investimenti infrastrutturali, ecc) a tutela della salute e della sicurezza, sia per chi lavora all’aperto che per chi lavora al chiuso”.