Il 22 aprile, nel corso di un incontro tra l’Azienda USL della Romagna, le organizzazioni sindacali e le RSU, è stato presentato il Piano triennale del fabbisogno di personale. I numeri illustrati risultano significativamente insufficienti. Si tratta, infatti, di previsioni che tengono conto prevalentemente di assunzioni legate all’implementazione di alcuni servizi, senza fornire risposte concrete al fabbisogno reale di personale all’interno dei reparti dei presidi ospedalieri. In tali contesti, lavoratrici e lavoratori sono già oggi sottoposti a condizioni estremamente gravose: turni massacranti, frequenti richieste di doppi turni e continue sollecitazioni a rinunciare ai giorni di riposo. Una situazione che genera stress, incide negativamente sulla salute degli operatori e sottrae tempo prezioso alla vita personale e familiare.
"Ancora più preoccupante – dicono i sindacalisti della Fp Cgil – è quanto dichiarato durante l’esposizione dei dati: è prevista una copertura del turnover pari al 75% per il personale sanitario, sociosanitario e tecnico, mentre per il personale amministrativo la riduzione sarà del 50%. In termini concreti, ciò significa che per ogni 10 operatori sanitari o sociosanitari che lasciano l’azienda, ne verranno sostituiti solo 7; per il personale amministrativo, invece, le sostituzioni copriranno appena la metà delle uscite. È evidente, quindi, che è in atto una vera e propria riduzione del personale, che si inserisce in un contesto già fortemente critico. In numerosi reparti di degenza, si registra una carenza strutturale di personale, indispensabile per preservare la qualità dei servizi. Il quadro è ulteriormente aggravato dall’imminente avvio del periodo estivo: anche quest’anno, come già avvenuto in passato, il reclutamento di personale per garantire le ferie estive risulta largamente insufficiente e, ad oggi, avviato solo in minima parte".
Se si considerano i tempi necessari per il reclutamento e per l’affiancamento del personale neoassunto, indispensabili per raggiungere un livello minimo di autonomia operativa nei reparti, appare evidente un reale impatto sulla tenuta qualitativa dei servizi, con possibili ripercussioni sull’efficienza complessiva e sulla continuità assistenziale. “Fp Cgil ribadisce con forza la necessità di un immediato cambio di rotta: servono investimenti strutturali sul personale, un piano assunzioni adeguato ai reali bisogni dei servizi e il pieno rispetto delle condizioni di lavoro di chi ogni giorno garantisce il diritto alla salute dei cittadini. La situazione attuale rischia di mettere in discussione la qualità dei servizi e la sicurezza delle cure”.

FP CGIL