Venerdì 17 novembre si sono incontrate, nella sede di Ravenna di Confindustria, le segreterie territoriali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, unitamente alle Rsu di stabilimento, con la direzione aziendale di CFS Europe. L’incontro si è reso necessario a seguito di altre riunioni che si sono tenute nei mesi precedenti ed è stato chiesto dalla direzione di CFS Europe per l’attivazione della cassa integrazione guadagni ordinaria.

L’azienda ha proposto l’adozione dell’ammortizzatore sociale, per 28 lavoratori, come strumento per gestire la situazione di difficoltà che affronta a seguito del perdurare della crisi che il mercato dell’idrochinone e del catecolo stanno vivendo a partire dallo scorso luglio quando, in ragione anche degli importanti costi delle materie prime e dell’energia, ha ridotto la propria produzione.

Le produzioni di idrochinone e di catecolo vengono realizzate nell’impianto di trattamento dei difenoli che è stato di conseguenza messo al regime minimo da alcuni mesi, con rotazione del personale per lo smaltimento delle ferie accantonate.

“Da quanto comunicato dall’azienda, oggi il mercato mostra leggeri segnali di ripresa – commentano i sindacati - ma non ancora tali da consentire la ripresa della produzione che ci auguriamo possa avvenire nel giro di qualche mese. Su richiesta dell’azienda abbiamo firmato l’accordo di cassa integrazione per una durata di 13 settimane con decorrenza dal 20 novembre, garantendo comunque ai lavoratori coinvolti la piena retribuzione, l’anticipo salariale da parte di CFS Europe e la maturazione dei ratei contrattuali. In questi mesi di difficoltà crediamo di avere svolto, con l’aiuto delle Rsu e con il sostegno di tutte le lavoratrici e lavoratori, un compito difficile ma che ha un unico obbiettivo: la massima tutela contrattuale possibile e la maggiore garanzia occupazionale. Tale lavoro ci vedrà coinvolti anche nei prossimi mesi, mantenendo alto il livello delle relazioni industriali con la direzione aziendale in un’ottica di massima collaborazione, in attesa che si possa uscire al più presto da questa difficilissima situazione in cui si trovano oggi i lavoratori e le lavoratrici di CFS Europe”.

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