"I conti non tornano. Ci avete rotto le tasche": con queste parole d'ordine le pensionate e i pensionati italiani dello Spi Cgil, venerdì 15 dicembre, scenderanno in piazza Sant'Apostoli a Roma per una grande manifestazione nazionale. Da Ravenna, come nelle precedenti iniziative di questi ultimi mesi, è prevista una nutrita delegazione di pensionate e pensionati che raggiungerà la capitale in treno.
La manifestazione inizierà alle 9.30 con un incontro di musica ebraica e araba all’insegna della pace. Sul palco anche la voce di una giovane donna contro la violenza di genere. A concludere la manifestazione saranno gli interventi di Ivan Pedretti, segretario generale dello Spi Cgil, e di Maurizio Landini, segretario generale della Cgil.
La legge di Bilancio 2024 dimostra come il Governo Meloni continui a far cassa con i redditi dei pensionati e non abbia mantenuto le promesse fatte in campagna elettorale. Non cancella la riforma Monti-Fornero, ma ne peggiora le condizioni, azzerando le forme di flessibilità in uscita. Ma ancora più grave non vi è alcuna risposta ai giovani, alle donne e peggiorando il meccanismo di perequazione definito lo scorso anno per blocchi, taglia pesantemente le rivalutazioni di tutti i trattamenti superiori a quattro volte quello minimo. Uno studio del Dipartimento Previdenza della Cgil nazionale ha messo in evidenza come nel 2023 il taglio sulle pensioni è stato oltre di oltre 3 miliardi e mezzo e di oltre 6 miliardi e 800 milioni nell’anno 2024. Per quel che riguarda il comparto Sanità, gran parte delle risorse stanziate sono risorse “già spese” poiché vincolate al rinnovo dei CCNL dei dipendenti del sistema sanitario nazionale e convenzionato, e dell’Accordo per medici di base: si tratta di circa 2,3 miliardi l’anno. Non sono previste assunzioni, indispensabili per ogni qualifica, si incentivano gli straordinari e si destinano risorse a vantaggio della sanità privata: centinaia di milioni in più a cliniche, strutture private e farmacie. Anche per i decreti attuativi la legge 33/2023 sulla non autosufficienza non sono previsti finanziamenti. Per la maggioranza dei disabili l’unica misura è l’indennità di accompagnamento (527 euro/mese) che, però, non prevede la presa in carico della persona da parte del servizio pubblico