La Via Maestra della provincia di Ravenna, che include più di trenta associazioni, esprime forte preoccupazione per ciò che è accaduto sul territorio ravennate pochi giorni fa. L’episodio giunge poco dopo l’approvazione alla Camera del DDL Sicurezza n.1660, che in molte norme si pone in evidente contrasto con una serie di principi costituzionali con la codificazione di nuovi reati che peraltro riducono fortemente gli spazi di dissenso e protesta.
Abbiamo accolto con stupore l’informazione ricevuta dalla Casa delle Donne di Ravenna a cui è stato chiesto di rimuovere la bandiera della pace e lo striscione “Cessate il fuoco”. L’amministrazione comunale ha poi spiegato che si tratta di una richiesta temporanea, in attesa che si chiariscano le modalità per ottenere il permesso di affiggere bandiere e striscioni sulle sedi di proprietà del Comune e che la questione di legittimità dell’esposizione è stata posta da un question time presentato dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia in attesa di essere discusso. L’amministrazione ha aggiunto la sua sintonia con i valori espressi da bandiera e striscione.
La bandiera della Pace è un simbolo fra i più fedeli alla nostra Costituzione. Per non parlare dell’Europa, che ha “L’inno alla gioia” come proprio, perché dichiara l’universale fratellanza; ma, a quanto pare, la bandiera della pace e il cessate il fuoco non possono stare vicino al tricolore e alla bandiera europea ed è necessario richiedere un permesso speciale per esporli. Tutto ciò accade in uno dei momenti più drammatici della storia dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
“Prendiamo la parola per dire che è preoccupante il clima politico e culturale che ha alimentato tutta la vicenda, assai diverso da quello che ha prodotto la nostra Costituzione – dicono i rappresentanti della Via Maestra - Per cercare di comprendere cosa ha portato a tutto l’accaduto, riteniamo necessario un momento di pubblico confronto e discussione. Il DDL Sicurezza intende impaurire e tacitare. L’alluvione ci impedisce di essere in piazza di fronte alla Prefettura come si è fatto in tutta Italia il 25 settembre, con importante iniziativa di Cgil e Uil e di tutte le nostre associazioni nazionali. Ma lo faremo il 30 settembre e vogliamo far sentire il pieno sostegno alla Casa delle Donne, che hanno una abitudine che apprezziamo. Si fanno sentire. È un diritto costituzionale di grandissimo valore, la libertà di parola. Un diritto che il DDL sicurezza associa al “terrorismo della parola”. Brutta storia se chi governa ha paura della libertà”.

La Via Maestra

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