Dopo mesi di indecisioni e di tentennamenti, la Fp Cgil si chiede se il silenzio non sia in realtà un destino già ormai tracciato: la gestione del nuovo nido d'infanzia di Montaletto pare che sarà affidata a un soggetto esterno. Un'operazione che viene definita "sperimentazione" della durata di qualche mese, ma che rappresenta la classica strategia per coprire un processo strutturale di esternalizzazione del servizio pubblico.
Le sperimentazioni a regia pubblica si fanno in casa, non in appalto: affidare a terzi la gestione del servizio 0-3 significa tracciare un percorso da cui nei fatti diventa impossibile tornare indietro. Se il Comune intende davvero difendere la governance dei servizi all'infanzia - esercitabile nella realtà solamente a fronte di un livello significativo di gestione diretta - lo dimostri con scelte coerenti e con il personale proprio, non delegando all'esterno la risposta ai bisogni delle famiglie.
Attualmente, nel nido a gestione comunale, solo il 30% delle insegnanti sono dipendenti dirette dell'Amministrazione. Con l'apertura del nido Montaletto e in assenza di un piano straordinario di reclutamento, questo rapporto subirà un ulteriore peggioramento: si arriverà al 21% di insegnanti direttamente assunte dal Comune. Un progressivo svuotamento della componente pubblica che mette a rischio l'identità stessa dei servizi educativi del territorio.
Non possiamo tacere una contraddizione che grava su tutto il sistema: i fondi del Pnrr hanno permesso di costruire nuove strutture, ma non hanno garantito le risorse per il personale che dovrà gestirle. Si investe nel mattone e non nelle persone: si aprono nidi nuovi e moderni, ma senza un piano di assunzioni che ne accompagni l'avvio. Il risultato è paradossale: strutture pubbliche all'avanguardia gestite, di fatto, attraverso appalti esterni, perché il Comune non si è dotato per tempo del personale necessario a renderle davvero pubbliche nella sostanza, oltre che nel cemento.
La Fp Cgil di Ravenna ribadisce con forza che il tema in discussione non riguarda la qualità dell'offerta né il valore professionale delle educatrici coinvolte, indiscutibile in qualsiasi contesto lavorativo. Il nodo centrale è quanto il Comune di Cervia intenda davvero difendere la governance e la gestione diretta dei servizi . È tempo di riconoscere il giusto valore alla professionalità di chi lavora ogni giorno a contatto con i bambini più piccoli. Per questo motivo, il Comune di Cervia è oggi l'unico soggetto che può e deve compiere una scelta che non è tecnica, ma politica.
Per evitare la dismissione definitiva del modello educativo a gestione diretta, la Fp Cgil Ravenna chiede al Comune di Cervia una risposta concreta, misurabile e tempestiva: l'assunzione di 4 insegnanti di nido.
Solo attraverso l'immissione di nuove risorse umane l'apertura del nido di Montaletto potrà rappresentare un reale ampliamento della rete pubblica e non l'ennesimo passo verso la privatizzazione strisciante dei servizi essenziali della comunità.

FP CGIL