Ancora una volta un lavoratore è uscito di casa per andare a lavorare e non farà ritorno dalla propria famiglia. Oggi, 1 ottobre, a Faenza, un lavoratore ha perso la vita in un infortunio sul lavoro all'interno di un cantiere edile. Un altro lavoratore è rimasto ferito.
Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil di Ravenna esprimono il proprio profondo cordoglio e la propria vicinanza alla famiglia della vittima, ai colleghi di lavoro e a tutte le persone coinvolte in questa tragedia. Ma al dolore si accompagna una rabbia che non possiamo più contenere. Non possiamo continuare a contare i morti. Non possiamo accettare che si possa uscire di casa per lavorare senza avere la certezza di tornarvi. Non possiamo abituarci a questa strage. Ogni lavoratore morto sul lavoro è una persona, una famiglia distrutta, dei colleghi che assistono all'ennesima tragedia. E ogni volta sembra ripetersi lo stesso copione: il cordoglio, l'indignazione, le dichiarazioni. Poi, dopo pochi giorni, tutto torna come prima fino al prossimo morto. Noi diciamo basta.
Nel settore delle costruzioni la sicurezza deve essere il primo elemento dell'organizzazione del lavoro. Deve venire prima dei tempi di consegna, prima della produzione, prima dei costi, prima di qualsiasi interesse economico. Non esiste un lavoro tanto urgente da giustificare un rischio per la vita. Non è più sufficiente parlare di sicurezza soltanto dopo che un lavoratore è morto. Servono prevenzione reale, formazione effettiva, controlli, rispetto delle norme e dei contratti, organizzazione corretta del lavoro, presenza e responsabilità lungo tutta la filiera degli appalti e dei subappalti. Serve soprattutto che la sicurezza non venga considerata un costo o un insieme di adempimenti burocratici, ma il presupposto indispensabile per poter lavorare. Saranno gli organismi competenti a ricostruire quanto accaduto oggi a Faenza e ad accertare eventuali responsabilità. Come organizzazioni sindacali chiediamo che venga fatta piena luce su questo infortunio mortale, verificando ogni elemento relativo alla sicurezza e all'organizzazione del lavoro nel cantiere. Ma di fronte all'ennesimo lavoratore che perde la vita non possiamo limitarci alle parole.
Per questo Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil di Ravenna proclamano 2 ore di sciopero, come risposta concreta del mondo del lavoro a quanto accaduto. Le modalità, la data e l'articolazione dello sciopero saranno definite e comunicate nelle prossime ore dalle organizzazioni sindacali. Sarà un momento di protesta, ma anche una richiesta precisa alle istituzioni, alle imprese e all'intero sistema produttivo: la salute e la sicurezza dei lavoratori non sono negoziabili. Non vogliamo più leggere numeri. Non vogliamo più celebrare morti. Vogliamo che chi parte la mattina per andare a lavorare possa tornare a casa dalla propria famiglia. Basta morti sul lavoro. Basta con questa strage.

FENEAL UIL Ravenna
FILCA CISL Romagna
FILLEA CGIL Ravenna

FILLEA