Nuove regole per le Case Famiglia

Dopo gli ultimi casi di maltrattamenti rilevati in strutture per anziani in Emilia Romagna e nel territorio del Comune di Ravenna - anche su richiesta di Cgil, Cisl e Uil - si sono intensificati gli incontri istituzionali per ricondurre il fenomeno delle Case Famiglia in un ambito maggiormente regolato e sottoposto a controlli, pur in assenza di una modifica della specifica normativa.
È in via di approvazione un nuovo Regolamento, omogeneo per tutti i Comuni della provincia di Ravenna, che detta regole stringenti per l’apertura, il funzionamento e la tutela degli ospiti delle Case Famiglia.
Gli elementi qualificanti del Regolamento, discusso con le organizzazioni sindacali confederali e dei pensionati, riguardano: l’autorizzazione preventiva all’apertura; l’ingresso degli anziani previa certificazione di idoneità rilasciata dal medico curante; la valutazione della compatibilità delle condizioni di autosufficienza con la vita della casa famiglia fatta dall’apposita commissione dell’Ausl (Unità di Valutazione Geriatrica); l’apertura delle strutture a collaborazioni con le comunità locali. Grazie a questi elementi sarà possibile, per i Servizi sociali dei Comuni, monitorare in tempo reale sia il numero degli anziani presenti in ogni casa famiglia (massimo 6) che le loro condizioni di salute, in modo da poter predisporre in tempo quanto necessario per rispondere ai crescenti bisogni assistenziali ed eventualmente disporre il trasferimento in struttura più idonea.
Le nuove misure serviranno a tutelare gli ospiti che, lo ricordiamo, devono essere autosufficienti o lievemente non autosufficienti. Attraverso questi accorgimenti, quindi, le Case Famiglia, pur godendo di notevoli semplificazioni rispetto alle altre strutture per anziani, entrano a pieno titolo nella rete dei servizi, con una interlocuzione costante con gli uffici dei Servizi sociali. Contribuiscono, inoltre, a costruire un modello di risposta diversificata sulla base del livello assistenziale ai bisogni connessi con l’invecchiamento della popolazione. Altrettanto importante è stata la proposta da parte del presidente della Provincia di Ravenna, Michele de Pascale, nel suo ruolo di coordinamento dei Comuni, di istituire un tavolo di coordinamento provinciale, con la partecipazione degli organi ispettivi e delle parti sociali affinché il fenomeno sia monitorato in tutti i suoi aspetti, compreso quello del rispetto dei diritti delle lavoratrici che operano in queste strutture, che spesso evidenziano significative violazioni in termini retributivi, contributivi, di tutela della salute. Il nuovo Regolamento entrerà in vigore dopo l’approvazione dei singoli consigli comunali e prevede una fase temporale per l’adeguamento delle Case Famiglia già operanti.

Marinella Melandri,
segreteria Cgil Ravenna
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