Case famiglia: servono più controlli e riorganizzare la rete dei servizi di assistenza

Due recenti gravissimi fatti di cronaca, a distanza di pochi mesi uno dall’altro, hanno portato all’attenzione dell’opinione pubblica il tema della regolamentazione e dei controlli sulle case famiglia. Si tratta di strutture che possono accogliere non più di 6 ospiti, in condizione di autosufficienza o lieve non autosufficienza. Queste realtà non sono soggette ad alcuna autorizzazione al funzionamento, ma solo a un obbligo di comunicazione di inizio attività da inviare al Comune entro 60 giorni. La provincia di Ravenna - e in particolare i comuni di Ravenna, Cervia, Russi - vedono un’altissima concentrazione di queste strutture che evidentemente offrono risposte di accoglienza e assistenza a una domanda in crescita: in provincia ne risultano attive 120. La Cgil di Ravenna, in un quadro normativo nazionale e regionale carente, ha posto da anni l’esigenza di collegare queste strutture alla rete dei servizi socio-assistenziali e di introdurre verifiche stringenti, tanto che nel 2015 il Comune di Ravenna, fra i primi, ha adottato un regolamento che definisce condizioni, procedure e controlli. Contemporaneamente la Cgil, nell’ambito degli accordi sottoscritti, ha acquisito da parte di tutti i Comuni della provincia un impegno analogo. Nonostante questo percorso e i primi controlli, che hanno consentito di monitorare a Ravenna oltre il 50% degli ospiti e delle strutture, ricollocando anziani non autosufficienti nelle strutture adeguate, il fenomeno delle case famiglia continua a crescere, evidenziando l’esigenza di riorganizzare l’offerta della rete dei servizi agli anziani nel suo complesso. A fronte di questa situazione Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato il sindaco di Ravenna e l’assessora alle politiche sociali e hanno convenuto di istituire un tavolo provinciale, partecipato da tutti i Comuni, dall’Ausl e dai sindacati per aggiornare, arricchire ed estendere il Regolamento di Ravenna. Hanno inoltre concordato sulla necessità di potenziare i controlli e gli interventi repressivi, specializzando in materia un nucleo della Polizia Municipale. Infine, Cgil, Cisl e Uil hanno ribadito la necessità di un progetto di monitoraggio della popolazione anziana, per programmare l’evoluzione dei bisogni individuali di assistenza e valutare l’adeguatezza delle strutture che se ne fanno carico.

Marinella Melandri,
segreteria provinciale Cgil Ravenna

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