Prima di assumere bisogna verificare

E’ assolutamente indispensabile verificare la nazionalità del
lavoratore/trice che si intende assumere.

► Se la nazionalità è comunitaria appartiene ad uno dei seguenti Paesi
Europei (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Croazia, Estonia,
Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Irlanda, Lettonia, Lituania,
Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca,
Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria) in questo caso si
può procedere all’assunzione rivolgendosi agli sportelli “colf-badanti” delle
sedi CGIL.

► Se la nazionalità non appartiene al gruppo dei Paesi sopracitato significa che
è extra-comunitaria. In questo caso è opportuno controllare attentamente la
documentazione in possesso del lavoratore/trice. Oltre al documento di identità
o equipollente (es. passaporto) occorre verificare che sia in possesso di regolare
permesso di soggiorno in corso di validità.
Nel caso in cui il permesso di soggiorno sia scaduto il lavoratore/trice deve
essere in possesso delle ricevute della posta attestanti la richiesta del rinnovo.

► Dal 01 gennaio 2021 i cittadini del Regno Unito sono da considerarsi
extra-comunitari.

► Per procedere all’assunzione occorre la seguente
documentazione:
per il datore di lavoro:
1. codice fiscale/ tessera sanitaria
2. documento di riconoscimento in corso di validità
3. permesso di soggiorno/carta di soggiorno in corso di validità se il datore di
lavoro è extra-comunitario.
per il lavoratore/trice:
1. codice fiscale (rilasciato dalle sedi delle Agenzie delle Entrate competenti)
2. documento di riconoscimento in corso di validità
3. permesso di soggiorno/carta di soggiorno in corso di validità se il lavoratore
è extra-comunitario (o la ricevuta di richiesta di rinnovo del Permesso di
Soggiorno e il P.S. Scaduto.)

► A questo punto si può procedere all’assunzione previo appuntamento presso
i nostri sportelli Colf-badanti.
Con l’aiuto degli operatori verrà compilata una regolare e chiara lettera di
assunzione, dove verranno indicate con esattezza le ore di lavoro reali, la
retribuzione che non dovrà mai essere inferiore ai minimi contrattuali stabiliti di
anno in anno dal Ministero del Lavoro, la data da cui decorre l’assunzione,
l’eventuale mensilizzazione dei ratei di tredicesima e del Trattamento di fine
rapporto. Verranno compilate anche le denunce dell’avvenuta assunzione
all’INPS (di conseguenza all’INAIL) per l’apertura della posizione contributiva
ed infortunistica.

► Nei rapporti di lavoro che prevedono la convivenza familiare per
lavoratori/trici extra-comunitari occorre denunciarne la presenza all’autorità di
Pubblica Sicurezza del proprio Comune (Questura per il Comune di Ravenna e
Polizia Municipale per gli altri Comuni) entro le 48 ore dall’avvenuta ospitalità.

► Se l’assistente familiare convive in casa, sulla tredicesima, sulle ferie (che
non vanno mensilizzate come da legge Bersani) e sul trattamento di fine
rapporto va aggiunta l’indennità di vitto e alloggio in quanto non effettivamente
goduta.

► Espletate le operazioni di assunzione gli operatori del servizio colf-badanti
CGIL seguiranno la gestione delle buste paga (sono obbligatorie), la
compilazione trimestrale dei bollettini dei contributi che il datore di lavoro
dovrà versare all’INPS, il calcolo della tredicesima, il calcolo del Trattamento
di Fine Rapporto, la gestione ferie, permessi ed eventuale straordinario, il
rilascio della dichiarazione delle retribuzioni corrisposte nell’anno che
sostituisce il modello CU.

► Per chiudere il rapporto di lavoro è obbligatorio inviare una lettera formale
di licenziamento sulla quale va indicato il termine di preavviso che dovrà
essere obbligatoriamente lavorato; il preavviso è previsto anche in caso di
decesso dell’assistito o del datore di lavoro. Se è l’assistente familiare a
dimettersi, è suo onere inviare lettera formale sempre prevedendo il periodo di
preavviso.

► Nel caso in cui si apra un contenzioso tra le parti e la lavoratrice si rivolga
alla categoria sindacale di appartenenza (per la Cgil, la FILCAMS), occorrerà
valutare se le richieste del lavoratore/trice sono legittime. A mediazione
avvenuta è sempre opportuno stilare il verbale di conciliazione.
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