Nei cantieri edili un labirinto di partite Iva e subappalti

Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil: “La sicurezza è a rischio. Oggi, con la ripresa del settore edile e ritmi di lavoro più stressanti, il problema si è fatto ancora più grave”

In provincia di Ravenna in pochi giorni si è assistito almeno a tre eventi gravi di incidenti sul lavoro, dove uno di questi ha portato alla morte di un lavoratore autonomo a Castiglione di Cervia. Con sempre maggiore frequenza in diversi cantieri si registra purtroppo un labirinto di partite Iva e di subappalti, con la contemporanea assenza del committente. Le tre organizzazioni sindacali Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil di Ravenna hanno già espresso più volte le loro preoccupazioni in merito all’aumento di incidenti a partire dal marzo del 2019. Oggi il problema è ancora più evidente per la ripresa che il settore edile sta vivendo. Molte aziende stanno cercando di recuperare i tempi di fermo sofferti a causa della pandemia; questo ha portato spesso a ritmi di lavoro più stressanti e pressanti che, in diversi casi, hanno contribuito a creare le condizioni per il verificarsi di incidenti nei cantieri. “Esiste un sottobosco di ‘altri’ incidenti che non vengono denunciati perché il lavoratore spesso extracomunitario o precario si sente minacciato dal datore di lavoro o invitato a dichiarare che si sia fatto male a casa, nel migliore dei casi– commentano i segretari generali territoriali di Feneal, Filca e Fillea, rispettivamente Antonio Pugliese, Maurizio Bisignani e Roberto Martelli -. Spesso dietro a questi eventi si nasconde un altro fenomeno che non aiuta certo a garantire la sicurezza nei cantieri edili. In edilizia siamo sommersi da lavoratori autonomi, o meglio dalle imprese individuali. Consapevoli che tutto, spesso, è fatto nei termini di legge, abbiamo osservato e denunciato diverse volte questo fenomeno che porta con sé tante problematiche legate alla sicurezza. Abbiamo cantieri dove i presenti sono tutti lavoratori autonomi. Ci chiediamo, quindi, quale coordinamento per la sicurezza queste aziende stiano seguendo”.
Spesso tutti gli attori presenti in un cantiere edile non sono coordinati e operano individualmente senza una regia per la sicurezza comune: “Sappiamo che le denunce per gli infortuni lievi o medi stanno diminuendo, ma è così o molti non vengono più denunciati dai lavoratori? - chiedono Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil -. Si potrebbe pensare che la mancata applicazione dell’art.8 del Testo unico della sicurezza - tra ministero del Lavoro e della salute, le Regioni e l’Inail - che istituiva il sistema informativo nazionale per la prevenzione abbia amplificato le aree di mancata denuncia per infortunio all’Inail. La sua applicazione, invece, avrebbe potuto dare qualche prima risposta sulla natura degli infortuni, incrociando i dati per singolo comparto produttivo (classificati dall’Inail e dall’Inps con i codici Ateco dell’Istat ), invece per i precari la mancata denuncia diventa continuità di lavoro in condizioni di malessere e per i lavoratori subordinati la trasformazione dell’infortunio diventa malattia senza origini lavorative. È da tempo che i lavoratori dipendenti morti sul lavoro sono meno del 50% del totale e la maggioranza sono invece piccoli imprenditori, lavoratori autonomi, partite iva, lavoratori parasubordinati, soci lavoratori di cooperative. Aggiungiamo poi che lavorare in edilizia ad un’età avanzata aumenta “irresponsabilmente” il rischio per i lavoratori e per i propri colleghi. Questo scenario si sta ampliando sempre più anche nel Ravennate. Le aziende non assumono più e subappaltano a imprese individuali speculando sul costo del lavoro e spesso si tratta di partite Iva, ex dipendenti espulsi dall'azienda committente”.
Ravenna, 7 luglio 2021

Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil di Ravenna
Condividi: