Passo significativo delle istituzioni affinché Ravenna e l’Emilia Romagna siano punto di riferimento nazionale per l’energia

Cgil e Filctem Cgil di Ravenna registrano con interesse e con favore le interlocuzioni di questi giorni fra la giunta regionale, il sindaco di Ravenna e il ministro Cingolani volte a candidare Ravenna a divenire punto di riferimento nazionale per le politiche energetiche.
Le infrastrutture, la logistica, le competenze, le professionalità, la manodopera qualificata che caratterizzano il distretto di Ravenna possono e devono essere messe al servizio del paese, non solo per far fronte all’emergenza energetica conseguente al conflitto in Ucraina, ma per costruire una progressiva autosufficienza energetica e la transizione ecologica.
La capacità di fare sistema e di intrattenere relazioni industriali costruttive, che nel tempo ha caratterizzato questo territorio, può essere elemento strategico per una progettualità che sappia sviluppare in tempi rapidi soluzioni articolate e integrate, superando visioni pregiudiziali che hanno fortemente penalizzato l’occupazione e l’economia del territorio, bloccando le estrazioni di gas in Adriatico.
I progetti di parco eolico e di fotovoltaico galleggiante sono esempi significativi della capacità di mettere in campo iniziative che colgono le opportunità legate a un contesto favorevole, in una logica di sviluppo della produzione di energie rinnovabili che richiede una velocizzazione delle procedure autorizzative. Allo stesso modo, la possibilità di poter installare navi rigassificatori utilizzando strutture già esistenti e idonee, consentirebbe risparmio di tempo, di risorse economiche e con minore impatto ambientale, un’opportunità per il territorio e per l’intero paese.
Tuttavia, la scelta operata dal Governo di investire in nuove infrastrutture finalizzate a garantire il fabbisogno energetico attraverso l’importazione di Gnl, dichiarando implicitamente quanto il gas sia strategico e indispensabile alla costruzione di una transizione energetica compatibile con i consumi del Paese, non corrisponde alla scelta di impedire la ricerca e produzione di gas nazionale in aree in cui sono presenti riserve di gas considerevoli. Il solo progetto Argo-Cassiopea approvato in Sicilia non rappresenta una risposta adeguata alle attuali problematiche.
A questo fine si ribadisce la necessità di una modifica sostanziale del Pitesai, chiaramente inadeguato in un quadro di politiche di approvvigionamento che hanno costi economici, ambientali e sociali enormemente maggiori.Modifiche senza le quali l’intero sistema produttivo di gas ravennate, già in forte ridimensionamento, chiuderebbe definitivamente e con esso si direbbe addio alle competenze professionali ancora presenti nel nostro territorio.
Cgil e Filctem Cgil, a fronte delle progettualità già presentate e di quelle in divenire, rivendicano la necessità di aprire confronti finalizzati a valutare le ricadute dei mancati investimenti in termini di impatto sul sistema economico produttivo territoriale, in termini organizzativi, occupazionali e di legalità.
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