L'ennesima occasione persa?

La transizione energetica e la riconversione industriale sono, a nostro avviso, temi complessi e critici
che, a seconda di come verranno realizzati, determineranno il livello di competitività e di benessere
(economico, ambientale e sociale) del futuro del nostro paese.
Ci preoccupano quindi le decisioni del Governo che, all’ultimo minuto, in un pericoloso gioco di
illusionismo, ha misteriosamente escluso dal Recovery Plan il progetto di cattura e stoccaggio e
riutilizzo della Co2 presentato da Eni a Ravenna; quel governo che, attraverso il premier Conte, ha
orgogliosamente annunciato tale progetto come esempio su cui puntare.
Un progetto che va esattamente nella direzione delle politiche energetiche sul Green New Deal
europeo e che avrebbe contribuito a raggiungere gli obiettivi di abbattimento ed azzeramento al 2050
delle emissioni climalteranti. Già diversi paesi stanno predisponendo piani nazionali per ingenti
investimenti su questo tema nella consapevolezza che su questo si giocherà un ruolo decisivo per il
futuro . E noi invece come paese cosa facciamo? Nulla, anzi con questo comportamento schizofrenico
ci facciamo unicamente male da soli
Non è la prima volta che, nostro malgrado, siamo testimoni di indecorosi colpi di scena. Anche in
occasione del milleproroghe, di nascosto e senza dare spiegazioni, si era tentato di affondare un
settore che per Ravenna e per il Paese, è strategico.
In un Paese, una politica seria e lungimirante protegge le eccellenze, non le distrugge.
E invece siamo ancora qui ad aspettare la stesura del PITESAI !!!
Ciò che non è accettabile, comunque la si pensi rispetto alla transizione, è che le scelte sbagliate del
Governo non hanno poi strategie industriali e progetti alternativi realizzabili. Ma sono intrise di
demagogia e ricerca di consenso, probabilmente più all’interno dei diversi schieramenti politici, che
nel Paese, e hanno portato ad erogazione di incentivi per acquisto di beni “green” che di fatto vengono
costruiti in altri paesi e non in Italia.
Con questa scelta si rischia affossare l’ambizione di fare di Ravenna, il centro della transizione
energetica. Non solo. Si impoverisce un territorio del suo capitale umano, tecnologico e di
competenza. E si rende il nostro Paese sempre più dipendente da Paesi terzi.
Che ruolo avrà l’Italia in Europa rispetto a questi temi?? Saremo importatori di gas e di idrogeno??
Come dimostra la partenza della TAP, nei prossimi anni consumeremo più gas. Non il nostro.
Le scriventi OOSS territoriali rinnovano la necessità della convocazione di un tavolo provinciale e
regionale che si faccia portatore delle istanze del territorio e dia risposte alla preoccupazione dei
lavoratori a cui, dobbiamo ricordarlo, non è stata concessa la dignità di un tavolo ministeriale.

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Ravenna
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