Impedire la celebrazione in memoria di Ettore Muti nel comune di Ravenna

Lettera di Anpi, Cgil, Cisl e Uil al sindaco e al vicesindaco di Ravenna

Anpi, Cgil, Cisl e Uil hanno inviato una lettera a Michele de Pascale e a Eugenio Fusignani, rispettivamente sindaco e vicesindaco di Ravenna, per spiegare la loro contrarietà alla manifestazione in ricordo di Ettore Muti.
Questo il testo della missiva

Carissimi,
la programmata manifestazione di quest’anno in ricordo di Ettore Muti, prevista in un giorno della seconda quindicina di agosto, ci preoccupa moltissimo, anche in considerazione del clima nazionale sempre più propenso a riproporre il fascismo quale modello per il governo del Paese.

Com’è noto la nostra città ha dato i natali ad Ettore Muti (1902) che fu fascista della prima ora, ras della Romagna, combattente, segretario nazionale del Fascio e tanto altro. Partecipò alla Marcia su Ravenna e poi alla Marcia su Roma dove si distinse per ben note e documentate efferatezze. In suo nome poi si formò una crudele legione fascista “La Muti” che represse patrioti e partigiani durante la Resistenza. Muti morì a Fregene il 24 agosto 1943 durante un arresto dei carabinieri in circostanze mai chiarite (c’è anche una, per nulla peregrina, tesi che porta alla nostra città).

Detto ciò qui da noi ogni anno calano fascisti vecchi e nuovi. Portano abiti di miliziani, labari, insegne del fascio e intonano canti e motti fascisti. Ravenna (che ricordo è città prima tra le città della Resistenza, è Medaglia d’Oro, ha subito stragi di civili morti per mano nazifascista ed è città Democratica e Antifascista) si sente offesa da celebrazioni che non hanno altro senso che di magnificare il fascismo e gli uomini del fascismo.

E si aggiunga poi che la famiglia di Muti ha tolto le ossa di Ettore dalla sua tomba al cimitero e le ha trasportate in luogo privatissimo che non si conosce. Una motivazione certa è che questa celebrazione ha perso il mero carattere commemorativo per diventare una manifestazione (come ben si può vedere dalle immagini di archivio delle più recenti celebrazioni) che esalta il fascismo: giovani inneggiano a un nuovo fascismo, a volte esplicito a volte con altro nome facendo così apologia.

Apologia vietata dall’articolo XII delle Disposizioni transitorie e finali della Costituzione, dalle leggi Scelba e Mancino. Mai abrogate!

Apologia che la recente risoluzione regionale dell’Emilia-Romagna ha ritenuto sia anche la diffusione di immagini di gadget fascisti.

E lo stesso comune di Ravenna con un odg dal titolo “Sulla regolamentazione e concessione di contributi, patrocini, spazi e sale pubbliche” approvato all’unanimità il 05-06-2018 e che così recita: “non potranno in alcun modo essere rilasciati contributi, sovvenzioni, sussidi, patrocini o concessioni di suolo pubblico e di utilizzo di spazi di proprietà comunale alle organizzazioni ed associazioni che si richiamano direttamente all’ideologia fascista, ai suoi linguaggi e rituali, alla sua simbologia…” ha preso posizione ferma chiedendo il rispetto della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione.

Infine lo scorso anno la celebrazione in memoria di Ettore Muti si è svolta davanti al cimitero, vicino al “monumento al marinaio”, sulla sponda destra del Canal Candiano ed ha visto un conflitto pericoloso tra fascisti e un gruppo di contestatori. Solo il provvido e ben professionale intervento delle Forze dell’Ordine ha evitato serie conseguenze.

Carissimi,

i firmatari di questa lettera vi chiedono un intervento che eviti un’evidente violazione di legge, un’offesa ai nostri martiri e alla nostra storia, ovvero che impedisca, per quanto sia possibile, una eventuale celebrazione di Ettore Muti davanti nostro cimitero di Ravenna e nel comune di Ravenna.

Per ANPI-CGIL-CISL-UIL

Ivano Artioli, Presidente ANPI Ravenna

Costantino Ricci CGIL Ravenna

Neri Riberto UIL Ravenna

Roberto Baroncelli CISL Romagna
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