Ccnl energia e petrolio. Marco Falcinelli: "I Ccnl non devono tenere solo conto dell'andamento inflattivo generale ma anche dell'andamento economico e produttivo"

“È un momento molto delicato per noi, la trattativa per il rinnovo del contratto Energia e Petrolio rischia d’essere lo spartiacque dell’intera stagione contrattuale della nostra categoria. Abbiamo rinnovato contratti fino ad oggi con un modello che ha al suo interno valori come aumenti salariali ex ante rispetto alle previsioni inflative, meccanismi di verifica condivisi e con il riferimento del valore punto, elementi questi che evidentemente a Confindustria non piacciono più e mal digerisce”. Queste sono le parole di Marco Falcinelli, segretario generale della Filctem Cgil, nel suo intervento all’attivo unitario della delegazione trattante per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dell’Energia e Petrolio di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil.
“Confindustria vuole mettere in discussione il ‘Campo da gioco ’ su cui costruire il contratto – ha continuato il segretario generale -, lo avrebbe dovuto esplicitare prima, all’inizio delle trattative, non adesso. Esplicita adesso questa esigenza perché sono sorte novità politiche relative al salario minimo che evidentemente solleticano certi appetiti”.
“Noi riteniamo – ha concluso Falcinelli - che i contratti nazionali di lavoro non devono tenere solo conto dell’andamento inflattivo generale di un paese ma anche dell’andamento economico e produttivo di quel settore di riferimento. Sottolineo che l’andamento economico nell’energia e petrolio, in questo ultimo triennio, è stato molto positivo, gli azionisti hanno avuto cospicui dividendi e le retribuzioni dei dirigenti sono salite. Le uniche che vorrebbero al palo sono quelle dei lavoratori, se si cresce, si cresce tutti insieme”.
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