Legge di bilancio 2019. Zero risorse per la scuola: fatto

“Anno nuovo, legge di bilancio nuova. Vecchi però sono i suoi contenuti per quel che riguarda i settori della conoscenza” è questo il commento della segretaria generale Flc Cgil Ravenna Marcella D’Angelo. “La manovra 2019, non puntando sull’istruzione quale risorsa della società, enfatizza tutti i limiti negativi delle precedenti versioni - dice la segretaria -. Tagli, mascherati da ‘razionalizzazione della spesa pubblica’, tracciano un segno meno davanti allo sviluppo del nostro Paese e si rifletteranno inevitabilmente anche nella nostra provincia”.
L’indiscutibile verità pubblicata in Gazzetta Ufficiale ci illustra che: nella scuola secondaria di primo e di secondo grado si passa da 15,3 miliardi a 14,1, si registra quindi un taglio di 1,2 miliardi; nella scuola primaria si passa da 29,4 miliardi a 27,1 con un taglio di 2,6 miliardi e nel sostegno si verifica la peggiore “razionalizzazione” con un decremento del 30% circa delle risorse attuali, si passa da 3,2 miliardi già abbondantemente insufficienti, a 2,3. “Inoltre - dice Marcella D’Angelo - non è stata stanziata alcuna risorsa, nonostante le decine di migliaia di posti vacanti, sul fronte assunzioni del personale docente né del personale Ata, sebbene per quest’ultima tipologia di lavoratori le forze di maggioranza avessero scritto sul loro programma elettorale che sarebbe stato istituito l’organico degli assistenti tecnici nelle scuole del primo ciclo. Uno schiaffo morale a tutti i lavoratori della scuola viene dato anche dalle misere risorse messe in bilancio dal Governo per il rinnovo contrattuale: meno di 40 euro lordi medi per il prossimo triennio. Enorme penalizzazione infine per docenti, dirigenti e personale Ata che pur in possesso dei requisiti per ‘quota 100’, vedranno slittare di un anno la domanda di pensionamento per l’introduzione di finestre rigide di uscita dal lavoro”.
“Al netto della propaganda - conclude la segretaria Flc Cgil Ravenna - se è vero che la scuola è il patrimonio di uno Stato e del suo futuro, la legge di bilancio 2019, meglio conosciuta come ‘manovra del popolo’, ci consegna un futuro drammaticamente più povero sotto tutti i punti di vista e le conseguenze non tarderanno ad arrivare anche a Ravenna e provincia”.
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