Vertenza Volkswagen: i vertici italiani dell'azienda indagati per frode nell'esercizio del commercio

La Federconsumatori nell'ottobre 2015 presentò un esposto alla magistratura per denunciare la condotta scorretta della Volkswagen che, come è noto, aveva venduto vetture difformi da quanto dichiarato al momento dell'acquisto. In particolare si tratta di accertare se i vertici italiani dell'azienda fossero al corrente dell'esistenza di un software che aveva alterato i valori delle emissioni dei gas di scarico di varie vetture, commercializzate con i marchi Volkswagen, Seat, Skoda e Audi.
La Procura della Repubblica di Verona, sede della Volkswagen Italia Group, ha avviato un'indagine: il consulente incaricato è giunto alla conclusione che i valori delle emissioni dei motori esaminati superavano quelli previsti per la classe di inquinamento Euro 5.
Di conseguenza, il giudice per le indagini preliminari ha disposto una perizia, che sarà effettuata da due ingegneri del Politecnico di Torino, che effettueranno gli accertamenti sulle auto della Volkswagen che montano il motore EA 189. I modelli ora esaminati, in particolare, sono: Touran 1.6, Tiguan 2.0, Alhambra 2.0, Ibiza Sc 1.2, Altea XL, Yeti 1.6, A4 Avant e il veicolo commerciale Caddy 4 1.6. Ciò non esclude che siano coinvolti altri modelli con le stesse motorizzazioni.
I periti dovranno verificare se i valori degli inquinanti emessi dai veicoli, prima e dopo le modifiche, siano tra loro diversi e se differiscano dai dati di omologazione e a quanto indicato da Volkswagen all'epoca della messa in commercio. L'ipotesi di reato è quindi la frode nell'esercizio del commercio.
I tempi tecnici delle perizie saranno piuttosto lunghi: inizieranno nella prima settimana di settembre e termineranno nei primi mesi del 2018. Dopo il rinvio a giudizio dei responsabili, Federconsumatori si costituirà parte civile nel processo. Anche i singoli consumatori coinvolti potranno costituirsi in giudizio, ai fini di ottenere il risarcimento del danno loro dovuto.
Dopo la pausa estiva, gli interessati potranno rivolgersi agli sportelli della Federconsumatori.
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