Comitato degli iscritti della Fp Cgil della Fondazione Ravennantica: necessario un patto territoriale per territorio, cultura e patrimonio monumentale

A nome del comitato degli iscritti della Fp Cgil della Fondazione RavennAntica, riunitosi nei giorni scorsi nella sede della Cgil di Ravenna, vogliamo esprimere il nostro punto vista circa il dibattito sviluppatosi sulla stampa locale avente per oggetto Fondazione-PoloMuseale-Novamusa: il nostro intento non è rispondere a posizioni già espresse, ma semplicemente evidenziare aspetti che riteniamo di fondamentale importanza per la città di Ravenna.
L'accordo di valorizzazione siglato recentemente dal Comune di Ravenna, dalla Regione Emilia Romagna e dal ministero dei Beni Culturali e del Turismo, che prevede l’affidamento della gestione dei servizi aggiuntivi dei monumenti statali alla Fondazione Ravennantica, è un’importante opportunità per la città e per l’organizzazione di un settore determinante per Ravenna. Si tratta infatti di coinvolgere in un'unica gestione, della durata di 20 anni, per la valorizzazione di gran parte dei monumenti ravennati effettuando una promozione in grado di attrarre molti più visitatori con costi contenuti.
In prospettiva si può e si deve ambire ad un potenziamento della propria offerta culturale in modo da generare virtuose ricadute sul territorio, tali da innescare processi di efficienza sul piano turistico. Sappiamo tutti che le potenzialità in questo segmento sono da coltivare e perseguire con scrupolosa attenzione al fine di superare una frammentazione della proposta turistica e culturale che per troppo tempo è stato il limite per raggiungere la piena valorizzazione del territorio. Riteniamo che l’accordo firmato tra il sindaco De Pascale, il ministro Franceschini e il Presidente della Regione Bonaccini possa raccogliere questa sfida mai pienamente affrontata con gli strumenti giusti. E' indispensabile, per la promozione del nostro territorio, una visione d'insieme che integri l'offerta turistica tra riviera, città d'arte, bellezze paesaggistiche e percorsi enogastronomici.
Non è ovviamente sufficiente sommare le strutture per raggiungere gli obiettivi auspicati. La composizione dei monumenti è una piattaforma per la quale vanno applicate nuove modalità progettuali con obiettivi che vadano nella direzione di annullare le resistenze che si frappongono al possibile slancio che può scaturire da questa opportunità. Non è l’accordo in sé che garantirà una piena valorizzazione del settore. È nostra convinzione che l'accordo possa rappresentare un primo indispensabile passo per dotarsi di un nuovo piano di sviluppo culturale in grado di predisporre obiettivi di grande profilo e coniugare la qualità della proposte con le esigenze del territorio, sia in termini di riscontri turistici che di attrattiva dell’offerta, ma anche come elemento di raccolta di tutte le potenzialità inespresse nel tessuto urbano. In sostanza, si deve passare da un modello turistico “mordi e fuggi” (gite scolastiche, crociere, happy hour), che porta persone ma spesso ci lascia solo i costi, a un modello di permanenza, di gruppi, studenti, pensionati e famiglie che possano fermarsi 5/7 giorni, anche durante tutto l'anno, per visitare e gustare percorsi che attraversano tutti settori economici del territorio.
Se a questo aggiungiamo l'apertura del museo di Classe nel 2018 e soprattutto il 700esimo anniversario della morte di Dante nel 2021, si crea un'opportunità più unica che rara per mettere in campo una progettualità che unisca il meglio della città. L’aggregazione del territorio, in tutte le sue componenti (istituzioni, associazioni, enti formativi, società produttiva) è essenziale in questo percorso visto che darà sostanza e pienezza alle soluzioni che andranno a perfezionarsi, creando una consapevolezza attiva e di sostegno agevolando, ad esempio, il miglioramento di visita e circuiti e dei servizi offerti.
In questo quadro d'insieme anche e soprattutto il personale e i servizi di accoglienza dovranno essere all’altezza dell’offerta culturale fin qui descritta. La nostra attenzione si rivolge in modo particolare su quest'ultimo aspetto e lo facciamo nella consapevolezza che le professionalità operanti nell’attività di progettazione, valorizzazione o di custodia nei monumenti sono notevolmente maturate. Senza tralasciare il fatto che negli ultimi anni ha assunto un particolare rilievo la definizione delle professionalità che operano nel settore dei beni culturali, così come, analiticamente descritte nella “Carta delle Professioni museali” curata dall’Icom-Italia.
Nell’operazione di rinnovamento degli obiettivi e delle strategie dell’offerta culturale a Ravenna e di efficienza dei servizi ad essa collegati un ruolo importante è rivestito dall’investimento che verrà fatto sulle persone che complessivamente lavorano in questo settore, sulla loro professionalità e formazione, garantendone la dignità professionale. E' ovviamente un nostro auspicio che si riesca a innescare un meccanismo di crescita tale da poter prevedere anche un assorbimento di lavoro per coloro che studiano e aspirano ad impegnarsi professionalmente in questo settore.
Tutto questo dipende dalla determinazione delle scelte che verranno effettuate. Per questo ci rivolgiamo all’amministrazione che governa la città e a tutte le forze attive che possono dare un contributo affinché maturi la consapevolezza che i tempi sono maturi per una svolta e un rinnovamento decisivo nella valorizzazione culturale della città. La necessità è quella di un piano coraggioso che ambisca a proiettare verso il futuro, in maniera integrata con tutte le necessità del territorio e in particolare con il turismo, l’inestimabile patrimonio culturale che vive a Ravenna. La nostra intenzione, in tale direzione, è di chiedere nei prossimi giorni, di concerto con la Filcams Cgil, un incontro con istituzioni e associazioni di rappresentanza coinvolte.

      
Per comitato iscritti Fp Cgil
Alberto Mazzoni


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