#Pillole, il bonus asilo nido 2017

Agevolazioni per la frequenza di asili nido pubblici e privati o per l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione a favore dei bambini affetti da gravi patologie croniche

Dal 17 luglio è attiva la procedura informatica Inps per la richiesta del «bonus asilo nido» di 1.000 euro. Si tratta di un sussidio una tantum, finalizzato al pagamento delle rette degli asili nido pubblici e privati, o per aiutare ad assistere, a casa, i figli al di sotto dei tre anni di età affetti da gravi patologie croniche.

Potranno richiederlo (fino al 31 dicembre 2017) i genitori di bimbi nati o adottati dal 1° gennaio 2016, posto che: siano residenti in Italia, siano cittadini italiani o comunitari, o in possesso del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo ovvero di una delle carte di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell’Unione Europea previste dagli artt. 10 e 17 del D.lgs. n. 30/2007. Ai cittadini italiani, per tale beneficio, sono equiparati i cittadini stranieri aventi lo status di rifugiato politico o lo status di protezione sussidiaria.

In ogni caso, il genitore richiedente dovrà dimostrare di aver sostenuto tali spese, allegando tutta la documentazione richiesta (l'elenco completo è disponibile in allegato).

Il bonus, riconosciuto al genitore direttamente dall’Inps, sarà erogato in 11 rate da 90,91 euro a coloro che mandano i bambini all’asilo nido e in un’unica soluzione ai genitori di bambini ammalati che non possono frequentare le strutture per l’infanzia. Per i bimbi che hanno già frequentato gli asili nido, l’Inps dovrebbe corrispondere gli arretrati dal 1° gennaio 2017 ad oggi, sempre nei limiti di 1.000 euro annui.

Attenzione, però, le risorse finanziarie a disposizione sono limitate. I bonus saranno erogati entro il limite di spesa stanziato per il 2017, e cioè entro la soglia di 144 milioni di euro: le richieste eccedenti non saranno prese in considerazione. Dal momento che non sono previsti altri requisiti di tipo reddituale, o relativi a carichi familiari, chi prima presenterà la domanda avrà maggiori possibilità di rientrare tra gli aventi diritto.

Il patronato Inca, con le sue sedi dislocate sul territorio, è a disposizione di tutti per il corretto invio della richiesta.

Nelle sedi del Patronato è possibile, inoltre, richiedere una consulenza specifica su diritti, servizi e prestazioni, legate alla genitorialità, che può aiutare a districarsi nel complesso panorama delle norme poste a sostegno della cura dei figli.

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