La Fiom dice No all’ipotesi di contratto aziendale nello stabilimento di Ravenna della Marcegaglia

Nei prossimi giorni il referendum sul contratto. Fiom: “Sbagliato legare il premio di risultato a malattie e infortuni”

Il 31 dicembre del 2018 è scaduto il contratto aziendale per i lavoratori dello stabilimento di Ravenna di Marcegaglia. Il contratto interessa circa 800 lavoratori distribuiti in due distinte società: la Marcegaglia Ravenna, che rappresenta la realtà produttiva, e Marcegaglia Carbon Steel, che si occupa delle operazioni di carico e scarico delle materie in banchina. Le due società sono state costituite a fine del 2018 per volontà dell’azienda.
A circa un anno dalla scadenza del contratto l’azienda ha raggiunto un’ipotesi di accordo con Fim e Uilm per il rinnovo del contratto aziendale. Su questa ipotesi di accordo, che è stata formalizzata lo scorso 9 dicembre, i lavoratori saranno chiamati ad esprimersi in un referendum in programma nei prossimi giorni.
Si voterà il 12, 13, 14, 16 e 17 dicembre.
La Fiom si schiera contro questo accordo che ritiene peggiorativo rispetto il contratto di lavoro aziendale precedente. “Siamo contrari a questa piattaforma – commentano i segretari della Fiom Cgil dell’Emilia Romagna e di Ravenna, rispettivamente Samuele Lodi e Ivan Missiroli – innanzitutto perché riteniamo sbagliato che il peso maggiore del premio di risultato si sposti da un principio collettivo a uno individuale. Ciò creerà delle forti disparità di trattamento considerando che i lavoratori, che faranno più di dieci giorni di malattia nel corso dell’anno, non percepiranno i 625 euro che prima erano determinati esclusivamente in base alla produttività”.
Già in questi giorni la Fiom Cgil sta facendo dei volantinaggi per rivendicare le proprie ragioni e per chiedere ai lavoratori di bocciare l’ipotesi di accordo. Se infatti il documento verrà respinto, le parti potranno riaprire le trattative per giungere a un nuovo accordo.
“Nessuno vuole attaccare le sigle sindacali che hanno firmato questa ipotesi di accordo – ha specificato Samuele Lodi -, hanno fatto una scelta legittima che sosterranno e su cui si confronteranno nel momento in cui i lavoratori si esprimeranno nel referendum. La critica della Fiom è indirizzata in maniera molto forte e decisa all’azienda, perché legare il premio di risultato all’elemento della malattia, e in maniera così preponderante, è una decisione oltremodo grave. Altro aspetto, ancora più preoccupante, è il premio legato all’infortunio. Lo ritengo assolutamente sbagliato, soprattutto in Italia dove la sicurezza dei lavoratori è una vera emergenza. Sulla sicurezza vengono spese tante parole e iniziative, poi però devono seguire azioni coerenti e questo accordo non va nella direzione giusta”.

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