GRANDE PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI TIM EMILIA-ROMAGNA ALLO SCIOPERO NAZIONALE DEL GRUPPO E ALLA MANIFESTAZIONE REGIONALE

Una delegazione dei sindacati confederali è stata ricevuta dall’assessore al lavoro e allo sviluppo economico

L’adesione allo sciopero è stata pressoché unanime, al netto dei comandati per garantire il servizio come previsto dalla Legge, e da tutta la regione sono arrivati a Bologna davanti alla sede di via Aldo Moro in oltre 300 lavoratrici e lavoratori.
Una alta partecipazione, che ha visto anche la solidarietà di delegati di altre aziende del settore (Vodafone, Wind ecc) e di numerose altre categorie, per evitare che il 2 marzo,
quando si terrà il CdA della TIM, si concretizzi il rischio di uno spezzatino della Azienda, dando l’avvio ad un nuovo ciclo di tagli occupazionali e compressione di diritti e salari. Questa è una vertenza per la difesa della integrità di una Azienda strategica, per le difesa della occupazione nel settore ma anche se non sopratutto una vertenza di tutto il Paese per il diritto alla connettività, per denunciare un governo che rinuncia ad ogni ruolo pubblico sullo sviluppo infrastrutturale della RETE a banda ultralarga condannando l’Italia a rimanere in quello stato di arretratezza in cui è precipitata dalla privatizzazione della Telecom: ancora oggi circa il quaranta percento dei cittadini italiani è di fatto tagliato fuori dalle potenzialità garantite dalla Connessione Ultraveloce e i rapporti DESI (indice di digitalizzazione della economia e della società), collocano il nostro Paese al ventesimo
posto nella Europa dei 27.
Al termine della manifestazione siamo stati ricevuti dall’ Assessore al Lavoro e allo Sviluppo Economico, Vincenzo Colla che ha espresso piena solidarietà alle motivazioni della nostra vertenza.
Alla Regione, per il tramite dell’Assessore, abbiamo anche chiesto di convocarci per un confronto sulla condizione della connettività nel nostro territorio, a partire da una analisi sulla mappatura delle aree bianche (quelle a “fallimento di mercato”), e più in generale sullo stato degli obiettivi previsti nel Patto regionale per il lavoro e per il clima per per la
realizzazione di una “rete unica” ed il diritto alla connettività.
Inoltre abbiamo chiesto di definire un osservatorio per controllare gli appalti nel settore, in particolare per i Call Center, settori più fragili di questa filiera e più esposti ad effetti di compressione di salari e diritti nelle successioni di cambi di appalto.

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