Contrattazione Territoriale e Sociale

La CGIL, insieme a SPI, FP e alle categorie maggiormente coinvolte, si confronta e negozia ogni anno con le Amministrazioni comunali e con le Unioni dei Comuni, in fase di predisposizione dei bilanci per salvaguardare il livello quantitativo e qualitativo dei servizi, l'universalità dell'accesso al welfare, l'equità e la progressività degli interventi fiscali e tributari.

Negli ultimi anni, anche a seguito delle normative che limitano l'autonomia degli enti locali, i confronti hanno riguardato sempre più la destinazione prioritaria delle risorse, la regolamentazione delle entrate, i livelli dei servizi in campo educativo e sociale, gli investimenti e le politiche per l'occupazione, la tutela del lavoro negli appalti, la legalità.

Gli accordi che ne sono scaturiti si configurano sempre più come dei patti di legislatura finalizzati a sostenere nuove politiche di sviluppo economico per creare buona e stabile occupazione ed inclusione sociale.

Parallelamente si sta consolidando il livello dei rapporti con i Distretti Socio Sanitari per qualificare l'insieme degli interventi sociali, mettendo a frutto al meglio tutte le risorse, nazionali, regionali e locali. Gli interventi sulla povertà, la disabilità, la non autosufficienza, la sanità territoriale, le case della salute, il sistema delle cure intermedie, la compartecipazione alla spesa devono essere la base di una rete di servizi, governati dal pubblico, per perseguire inclusione e coesione sociale.

Le politiche sanitarie sono oggetto di confronto con la Conferenza Territoriale Sociale Sanitaria della Romagna e con la Direzione dell'AUSL Romagna per garantire una sanità pubblica di qualità, all'avanguardia ed in grado di assicurare equità di accesso e di risposta ai bisogni di salute di tutti i cittadini della Romagna.